Conoscere                                              

                                                                                           ultimo aggiornamento: 07.01.2003

 

Caccia tra gli alberi

Pochi giorni fa, i miei campi sono stati trasformati in terreno di caccia. Mentre mi trovavo occupato con la raccolta delle arance, ho visto arrivare ben quattro cacciatori. Ho pensato che stessero attraversando i campi per raggiungere il fiume dove poter "giocare" coi loro fucili; non era la prima volta che questo accadeva, anzi direi che è la norma trovare tracce del loro passaggio, soprattutto resti delle cartucce.

Ma quel giorno avevano deciso di "giocare" alla caccia grossa, e così si sono appostati su quattro angoli del mio terreno ed hanno cominciato a sparare, per spingere una, per me invisibile, preda sotto il tiro di uno dei loro fucili, gridando, di tanto in tanto, avvertimenti l'uno verso l'altro.

Eppure avevano visto chiaramente che tra gli alberi, sopra una scala, c'ero io che stavo raccogliendo le arance. Né si sono preoccupati dei miei due cani che  abbaiavano impauriti dagli spari. Solo quando uno dei quattro ha colpito un povero uccello, si sono preoccupati di avvertirmi di impedire  ai cani di avvicinarsi alla loro preda, per consentire alla loro cagna, che chiamavano Diana, di recuperarla.

Mi sono trovato al centro di una battuta di caccia, colto alla sprovvista, ed incapace di trovare le parole giuste per impedire quell'invasione di campo.

Ripensandoci, non credo che i cacciatori possano sparare all'interno di un campo coltivato; forse possono solo attraversarlo. Ma il possesso di un'arma, e la sete di uccidere, ha fatto loro dimenticare ogni regola. Del resto, mentre sentivo gli spari, mi è venuta in mente una considerazione: quando le forze dell'ordine devono entrare in una proprietà privata, hanno bisogno di una autorizzazione, mentre basta avere un fucile in mano e definirsi cacciatore, per avere accesso ad ogni luogo. E' un paradosso, certo; ma mica tanto!

 

Ecco un elenco delle aziende che non utilizzano o che utilizzano ingredienti OGM nei loro prodotti, estratto da un elenco più ampio, nel quale si possono trovare molte altre informazioni sugli alimenti che contengono o meno OGM, scaricabile dal sito di Greenpeace:  http://www.greenpeace.it
Elenco delle aziende che hanno dichiarato di non utilizzare ingredienti e derivati di origine transgenica nei prodotti a diretto consumo umano.
A & D (Alpro, Matt & bio), Agnesi, Amica Chips, Bahlsen, Balocco, Barilla (Mulino Bianco,Pavesi, Voiello, Wasa, Le Tre Marie, Panem), Bistefani, Bonduelle (Ortobel, Cielo e campo), Carapelli, Carrefour (prodotti a marchio Carrefour, GS, DìxDì), Colussi (Gran Turchese, Antica Macina, Misura), Conad (prodotti a marchio), Coop Italia (prodotti a marchio), Danone, Despar (prodotti a marchio), Distriborg Italia (Bjorg), Doria, Elah Dufour (Elah, Novi, Doufur, Ligure Dolciaria), Esselunga (prodotti a marchio, Naturama, Fidel), Ferrero, Fiorentini Alimentari (Fiorentini, Fiorentini Bio), Galbiati (Olio Dorino), Galbani, Galbusera, Gruppo Novelli (Interpan, Spiga), ICA Foods (Crik Crok, Bell'Italia, Planet K, Le Contadine, Puff, Pac World, Tortilla, Stick), Kelloggs, Kraft (Milka, Côte D'Or, Vallé), Lindt & Sprungli, Loacker, Malgara Chiari & Forti (Fini, Paf, Cuore, Topazio, Gico, Oio, Pandea), Masterfood (Mars, Suzi-Wan), Nestlé (After Eight, Alemagna, Baci, KitKat, Lion, Motta, Nescafè, Perugina, Sasso), Nuova Forneria (Buondì, Girella, YoYo, Cioccorì), Nutricia spa (Milupa, Soyadrink Vitasoya), Oleificio Salvadori (Fiore, Emi, Costanza, Best Frj, Olmo), Oleificio Zucchi (Zeta, Zenit, Semper, New Linea, Zucchi), Olitalia, Orogel, PAM (prodotti a marchio Pam, Panorama, Metà, Tesori dell'Arca), Parmalat, Pastificio Rana, Pernigotti, Procter & Gamble (Pringles),Sagit (Algida, Findus), Saiwa, San Carlo (San Carlo, Pai), Sma-Auchan/Gruppo Rinascente (prodotti a marchio), Unilever (Fryol, Pfanni), Valsoia, Vicenzi Biscotti.

 
Elenco delle aziende che non hanno risposto o fornito garanzie sul non utilizzo di ingredienti e derivati di origine transgenica nei prodotti a diretto consumo umano.
 Billa (prodotti a marchio), Cameo, Formec (Gaia), Iper Montebello prodotti a marchio), Lidl (prodotti a marchio), Metro (prodotti a marchio), Novartis Consumer Healt (Ovomaltine, Vita System), Standa (prodotti a marchio), Star (Olita), Trinity Alimentari Italia (Rio Mare), Unilever - Bestfoods - Van den Bergh (Maya, Gradina, Foglia d'Oro, Calvé, Knorr).


Gli alimenti biologici (riconoscibili da apposita etichettatura associata al bollino di uno degli enti certificatori autorizzati) offrono garanzie per quei consumatori che vogliono evitare gli OGM, escludendone la presenza nel cibo sia direttamente, negli ingredienti alimentari, che indirettamente, nei mangimi animali.

                                                                           

La salvaguardia dei fossi

    Leggo su Gaia - estate 2002 -, che è in corso una campagna per la salvaguardia di fossi, canali e stagni. Questa notizia mi ha fatto prendere coscienza che anche nella mia fattoria vi è un fosso, che è un vero ecosistema.

Scavato molti anni fa, con lo scopo di favorire l'irrigazione dei campi, esso riceve acqua dal fiume Asinaro, e col trascorrere degli anni si è integrato con l'ambiente circostante.

E' uno dei luoghi più belli della fattoria, per la vita che vi si svolge intorno, se si ha la pazienza di stare in silenzio ad osservare.

Oltre alla presenza di una vegetazione tipica, con canne, piante di typha ed alberi di faggio, pioppo, bagolaro, acero e rovere, mi è capitato di osservare martin pescatori, faine, ricci, cuculi, pendolini, gallinelle d'acqua, conigli selvatici e, naturalmente, rane e rospi, libellule, gerridi, anguille, bisce, per non parlare delle tante varietà di uccelli che saltano da un ramo all'altro. Una volta vi ho visto aggirarsi anche una volpe ed un'altra anche un airone, forse proveniente dalla vicina riserva naturale di Vendicari.

Unico neo è dato dal fatto che è impossibile impedire la presenza dei cacciatori, che possono entrare anche nelle proprietà private. Così ogni volta che sento gli spari mi viene spontaneo gridare a tutti gli animali: "Fuggite! Non fatevi prendere!".

Comunque, credo sia utile ricordare, come fa la campagna suddetta, che la salvaguardia di queste zone, anche se nate per opera dell'uomo, è un modo per mantenere la biodiversità e permetterci di continuare a godere, in un piccolo ambiente, di un grande mondo pieno di vita.

 

La Biodiversità

La biodiversità è ciò che rende  bella la Terra. La varietà di organismi viventi che la popolano è ciò che le da' armonia. Biodiversità è anche rispetto del tempo, attesa paziente, tolleranza.

Ma, nella nostra "civiltà", in cui hanno valore la fretta e l'immediato risultato, non c'è posto per ciò che non si può ottenere subito ed in grande quantità. Così abbiamo deciso di escludere dalla sopravvivenza ciò che non rispetta tali norme. 

Sui mercati troviamo solo prodotti ottenuti usando semi selezionati per una rapida crescita ed una cospicua resa. Il che significa trovare una ristretta varietà di prodotti, uguali per tutti.

La maggioranza di noi non ricorda nemmeno i nomi delle tante varietà di ortaggi o di legumi che un tempo si potevano trovare sui banchi dei mercati. La loro resa non era ottimale e così sono stati esclusi dalla produzione, cercando di convincerci che ciò che oggi si trova è il meglio del meglio.

Per fortuna nelle campagne c'è ancora chi si ostina a seminare, solo per amore della terra, vecchie varietà di prodotti che così possono sfidare la legge del mercato che vorrebbe vederli dimenticati. Sono i "seed savers", i salvatori di semi, che si ostinano a raccogliere e moltiplicare i semi di prodotti dimenticati o coloro che cercano di mantenere in vita alberi da frutto ormai rari.

Nella mia fattoria, accanto agli alberi di agrumi, cerco di far sopravvivere alcuni alberi di frutti ormai divenuti rari: Melograni, Nespole, Mele cotogne, Amarena, Cachi, Gelsi che producono more bianche e more nere.

Uno di questi alberi di gelso bianco ha oltrepassato i duecento anni ed è bellissimo nella sua maestosità. Nelle calde giornate siciliane la sua ombra è un regalo prezioso.

Riuscire a salvare alcune di queste varietà dimenticate, potrebbe diventare uno dei modi per impedire l'uniformità e la mancanza di colore della vita, che è tale solo in presenza di diversità.

 

Gli OGM.

Gli OGM, organismi geneticamente modificati, sono organismi il cui materiale genetico è stato modificato, mediante una ricombinazione di geni, diversa da quella che si verifica spontaneamente in natura.

Scopo di questa ricombinazione è quello di ottenere specie vegetali o animali capaci di esprimere una nuova caratteristica, mai presentata prima da quell'organismo.

Si sono così ottenute piante capaci di resistere ad alcuni diserbanti, o all'attacco di agenti patogeni, oppure capaci di mantenere i frutti maturi per lungo tempo. Per esempio, si è ottenuto mais che può resistere all'attacco di alcuni agenti nocivi, o che consente l'uso di diserbanti senza essere danneggiato. Lo stesso vale per il cotone o il tabacco o il pomodoro.

Con lo stesso metodo è possibile indurre animali a produrre farmaci o altre sostanze che possono poi essere utilizzate dall'uomo.

Gli scienziati ritengono che in questo modo si potranno ottenere piante con maggiori capacità nutrizionali, più resistenti alle modificazioni ambientali, in grado di poter vaccinare contro alcune malattie, di consentire una riduzione della fame nel mondo.

A queste speranze positive, si oppongono i dubbi di coloro che affermano che non sono ancora noti gli effetti che gli OGM possono determinare nell'organismo, una volta metabolizzati. Che i parassiti potrebbero sviluppare una resistenza anche verso le piante OGM e quindi rendere vano il loro utilizzo. Che si possono verificare ulteriori ricombinazioni in natura tra OGM e non-OGM, con conseguenze ignote.

Il buon senso suggerisce di effettuare ulteriori controlli; di consentire a tutti i consumatori di poter scegliere di cosa cibarsi; di non trascurare la ricerca di altre soluzioni al problema della fame; di non dimenticare le tante eccedenze alimentari che sarebbe bene non sprecare.

 

La composizione chimica dell'arancia.

 

COMPOSIZIONE CHIMICA DELL'ARANCIA

Unità di misura

VALORE per 100 g. di parte edibile

Parte edibile

%

80

Acqua

g.

87,2

Proteine

g.

0,7

Lipidi

g.

0,2

Glucidi:

   

Disponibili

g.

7,8

Amido

g.

0

Solubili

g.

7,8
Fibra g. 0,6
Energia: Kcal 34
  Kj 142
Sodio Mg 3
Potassio Mg 200
Ferro mg. 0,2
Calcio mg. 49
Fosforo mg. 22
Tiamina (vit. B1) mg. 0,06
Riboflavina (vit. B2) mg. 0,05
Niacina (vit. PP) mg. 0,2
Vitamina A retinolo eq. mcg. 71
Vitamina C mg. 50

Fonte: Istituto Nazionale della Nutrizione: Tabelle di composizione degli alimenti - EDRA - 1997

 

Cos'è l'Agricoltura Biologica?

L'agricoltura biologica considera la terra come un organismo vivente che, come tale, ha bisogno di essere rispettato e trattato con cura.

In effetti, bisognerebbe parlare di agricoltura organica, poiché il rispetto per la terra si traduce in una serie di metodiche che fanno uso di fertilizzanti organici, usando antagonisti dei parassiti, di rispetto per i cicli stagionali.

Si tratta di un ritorno a quella che potremmo chiamare civiltà contadina, custode della terra, con la possibilità di poter utilizzare tutte le conoscenze che la scienza offre per meglio operare, che mancavano ai nostri nonni, ma senza ricorrere a ciò che sarebbe dannoso per la nostra salute: fertilizzanti chimici, antiparassitari, ogm.

Perché un prodotto possa definirsi biologico, deve essere ottenuto rispettando le norme del Regolamento CEE 2092/91.

La corretta applicazione di tale regolamento è assicurata da Organismi di Controllo approvati dalla stessa CEE.

 

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